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mesi fa e precisamente il 3 marzo 2011 abbiamo festeggiato con grande
commozione il 41° anniversario della nascita della
Provincia di Isernia e con grande sorpresa e rammarico ora apprendiamo che le
Province con meno di 300.000 abitanti, le “Piccole Province” saranno
soppresse.
Tralasciando
in questo momento di approfondire l’illegittimità di tale provvedimento in
sede di manovra finanziaria che appare in tutta evidenza e che certamente
impugnerò se necessario nelle sedi opportune, noto nell’elenco delle
province sicuramente interessate dal provvedimento, anche Isernia e
Campobasso, e questo richiama immediatamente la mia responsabilità politica
di consigliere provinciale di Isernia in carica per La Destra - Alleanza
per il Futuro, di componente del Direttivo Upi, a sottoporre alla
cortese attenzione delle SS.LL. alcune importanti riflessioni che
possono essere lette, perché no, come un ultimo sentito
appello affinché si possa ripensare sull’adozione di questo provvedimento
che ritengo senz’altro disastroso.
Con
l’abolizione delle Province si cancellano con un unico durissimo colpo
di spugna il lavoro, gli impegni, le lotte condotte da anni dalla nostra
classe politica e dalla popolazione locale per lo sviluppo, la crescita e la
valorizzazione dei territori e delle loro precise identità culturali.
Possiamo mai accettare l’assunto che, nella fretta di emanare una nuova
manovra Finanziaria, una Provincia sia definita utile o inutile
solo partendo dal semplice dato della sua popolazione, partendo dal concetto
di “piccola” Provincia ?
Gli
interessi della popolazione, dei giovani, delle comunità locali non sono
comunque gli stessi della provincia con maggiore estensione territoriale e di
popolazione?
Non
sarebbe meglio considerare, illustrissimi Onorevoli, quelli che sono i
dati di natura socio economica, le prospettive di sviluppo, i processi di
crescita in corso, che in seguito a tale provvedimento sarebbero
inesorabilmente interrotti, con effetti disastrosi per le economie locali?
Il
tutto mentre resta inattuata da anni l’istituzione delle città
metropolitane che prevede la scomparsa di 12 grandi province e quel che è più
grave avere in Italia un Parlamento che oltre ad essere il più affollato del
mondo ha 2 camere identiche, sovrapponibili ed oramai ingiustificabili.
La
cosa più incresciosa e assurda di tutta questa vicenda è che scomparendo
ambedue le Province ed essendo necessaria la loro unione il Molise
diventerebbe una regione che coincide con la provincia, il che comporterebbe,
essendo il Molise Regione a Statuto Ordinario, l’estinzione della Regione
stessa.
Nei
bilanci della nostra provincia trovano spazio servizi fondamentali per la vita
dei cittadini, spesso incomprimibili: miglioramento della viabilità, dei
trasporti, tutela del territorio, protezione dell’ambiente. Per non parlare
dell’azione politica tesa alla formazione dei giovani e volta ad assicurare
ai nostri figli scuole sicure e accoglienti.
Molte
risorse economiche sono state destinate allo sviluppo dei territori con aiuti
alle piccole e medie imprese, alla lotta alla disoccupazione, al
sostegno dell’imprenditoria giovanile e femminile alla promozione della
ricerca e della diffusione delle energie alternative e delle fonti
rinnovabili. Altre risorse sono investite nella cultura, nello sport, nella
promozione del turismo nei territori. Questi sono gli obiettivi
per cui la nostra provincia affronta dei costi.
Obiettivi
di sviluppo e crescita, di cui mi si consenta, necessitano maggiormente
proprie le “piccole” province, che, al contrario, con questa manovra
si vogliono penalizzare, analizzando il problema semplicemente in
termini di tagli dei costi.
Come
si fa a dire che cancellando le piccole province, cancellando le
Province Molisane, si avrebbe un reale risparmio di spese? A meno che
non si voglia dire che si cancelleranno anche tutti i servizi e gli
investimenti delle province e si licenzia tutto il personale impiegato,
ipotesi quest’ultima quanto mai inverosimile!
Urge,
invece, valorizzare il ruolo della Provincia come comunità che si organizza
in tutti i suoi aspetti economici, sociali e culturali e quelle funzioni
di pianificazione e di coordinamento, funzioni che non possono essere
surrogate se si vogliono perseguire politiche coerenti che puntano allo
sviluppo equilibrato di un territorio.
Tutto
lo scoop a cui stiamo assistendo è solo una ulteriore dimostrazione di quanto
oggi l’aspetto propagandistico e di speculazione sia forse più
importante rispetto ad un’analisi seria delle problematiche, alla
riflessione sulle possibili soluzioni alternative ai problemi.
Siamo
tutti sensibili alla riduzione della spesa pubblica, ma la Provincia di
Isernia non può definirsi un costo inutile.
E’
inaccettabile da parte mia la generalizzazione ad estendere a tutte le
Province, anche quelle che funzionano ed operano in maniera efficiente come
quella di cui mi onoro di far parte, un giudizio inappellabile di
“inutilità” di spesa da eliminare .
Mi
attendo quindi dalle SS.LL. un esame più approfondito della questione, e
proprio dall’auspicato accoglimento di questa mia richiesta che, sono certo,
interpreta anche quella di tutti gli abitanti di questa amata terra, che
sarà possibile cogliere la Loro capacità di leggere e comprendere le reali
esigenze del nostro Paese, valorizzando le realtà efficienti e riconoscendo
le capacità di tanti amministratori che operano per il bene della collettività.
Isernia,
16/08/2011
avv.
Giovancarmine Mancini
Vittoria
Ci
siamo. Abbiamo ricostruito il Movimento. Dopo tanto lavoro siamo ancora più
forti. 2000 voti in provincia di Campobasso e 3000 in quella di Isernia, che
sommati danno una media superiore al 3 %, significano incidere con la nostra
presenza in tanti enti, Regione compresa. Grazie di cuore a tutti i candidati
ed a quelli che si sono sacrificati affinché un sogno, il nostro sogno,
divenisse realtà. Ed io sono ancora qua... più determinato che mai, in prima
linea, a continuare a combattere per la più originale, più bella, più
mediterranea delle idee.
La
Destra Molise e Alleanza per il Futuro presenti al Salone delle Fontane
dell’Eur di Roma in occasione della convention «Ricostruiamo la destra
di governo», organizzato dalla Destra. Storace ricostruisce la vicenda
della casa di Montecarlo che AN ereditò da Anna Maria Colleoni (per la «buona
battaglia» del titolo) e finita nelle mani del cognato del presidente
della Camera Gianfranco Fini (ed ecco il «grande imbroglio»). «Fini
tresca con i comunisti e si pappa Montecarlo». foto
17
ottobre 2010
Montenero
di Bisaccia - D'Angelo contro il sindaco